A Pastiera Napoletana e gli OSI Layer
La leggenda della Sirena Partenope, sette ingredienti sacri, e una riflessione sulle sette stratificazioni della rete. La tradizione e il protocollo hanno più in comune di quanto sembri.
Sviluppatore per mestiere. Cuoco per vocazione. Napoletano per grazia di Dio.
Mi chiamo Giovanni. Sono nato a Castellammare di Stabia, di fronte al Vesuvio, in un quartiere dove il profumo del ragù domenicale scendeva dai balconi come una promessa antica. Nonna Teresa mi ha insegnato a impastare il pane prima ancora che imparassi a leggere — con quelle mani forti e sicure, che non sbagliavano mai una dose. E mio padre Carlo — un artista gentile, uno di quelli che vedevano la bellezza in ogni cosa, che ti parlava del MIPS R2000 e del MULTICS con la stessa passione con cui parlava dei colori — mi ha fatto capire che la creazione è sempre un atto d’amore, che sia con il pennello o con la tastiera.
Da allora vivo su quel confine sottile tra due mondi: il forno e lo schermo.
Di giorno scrivo codice. Progetto sistemi distribuiti, ragiono di architetture, discuto di trade-off con i miei colleghi davanti a un caffè lungo che non somiglia neanche lontanamente all’espresso che mi preparo io a casa. La sera, però, mi tolgo la giacca e metto il grembiule. Apro il frigorifero, guardo cosa c’è, e comincio a pensare.
La cucina è come il codice: si può scrivere male e funziona pure, ma se lo scrivi bene, ti fa piangere d’emozione.
— Nonna Teresa, che non ha mai scritto una riga di codice ma aveva capito tutto.
Il punto è questo: cucinare e programmare hanno la stessa anima. Entrambi richiedono pazienza, precisione, creatività. Entrambi ti insegnano che il percorso conta quanto il risultato. Un ragù che sobbolle per sei ore non è inefficiente — è necessario. Alcune cose non si possono accelerare.
Questo blog nasce da quella convinzione. Non è un tutorial. Non è una documentazione. È un diario, scritto con la stessa cura con cui preparo una pastiera a Pasqua — lentamente, con rispetto per la tradizione e gli occhi aperti sul futuro.
Vi auguro buona lettura. E buon appetito.
— Giovanni, da qualche parte tra Castellammare e il cloud
A Pastiera Napoletana e gli OSI Layer
La leggenda della Sirena Partenope, sette ingredienti sacri, e una riflessione sulle sette stratificazioni della rete. La tradizione e il protocollo hanno più in comune di quanto sembri.
O Ragù da Domenica
Sei ore di fuoco lento. Un rito sacro che la modernità non ha osato toccare. E una meditazione sulla pazienza come virtù tecnica, non solo culinaria.
Sfogliatella: Riccia o Frolla?
Il grande dibattito napoletano — che è anche, se ci pensiamo, il grande dibattito dell’architettura software. Microservizi o monolite? Riccia o frolla? La risposta vi sorprenderà.
A Pizza Napoletana e il Codice DOC
L’Associazione Verace Pizza Napoletana esiste per una ragione. Gli standard esistono per una ragione. E l’ananas sulla pizza? Non esiste. Mai.
O Babbà e a Pazienza
Tre lievitazioni. Tre attese. Una lettera d’amore alla pazienza — quella del fornaio e quella del senior engineer che aspetta il consensus del team.
Tutte le opinioni espresse in questo blog sono mie personali e non riflettono quelle del mio datore di lavoro, di nonna Teresa, né dell’Associazione Verace Pizza Napoletana — anche se con quest’ultima sono sostanzialmente d’accordo su tutto.